È quasi regime contro l’iniziativa
di Paolo Camillo Minotti
Da alcune settimane stiamo assistendo in Ticino al grande ritorno della partitocrazia. Governanti e vertici dei partiti di sinistra ma non solo, ossia coloro che spendono i soldi dei contribuenti, hanno deciso di fare ampio ricorso al terrorismo finanziario, spaventando intenzionalmente i cittadini e minacciando immani sciagure nel caso l’iniziativa popolare “per una politica fiscale più vicina alla gente” venisse accolta.
Interi settori dell’amministrazione pubblica cantonale, pagati con i soldi dei contribuenti, anziché svolgere il loro lavoro, hanno preferito redigere comunicati ed organizzare conferenze stampa durante le ore di lavoro, al solo scopo di contrastare l’iniziativa su cui il popolo – e non loro – è chiamato ad esprimersi.
La lobby dei comuni, le cui finanze sono solide e sane – come riconosce lo stesso governo cantonale a pagina 117 delle Linee Direttive – avendo l’85% dei comuni chiuso il 2007 con i conti in attivo, ha organizzato un dibattito sull’iniziativa, senza degnarsi di invitare un solo rappresentante dei favorevoli.
Da parte sua il vertice del Partito (Liberale) Radicale, schierato anche in questa circostanza a fianco del partito delle tasse, ha dibattuto giovedì scorso sull’iniziativa fiscale, senza ospitare né i liberali, né un rappresentante del comitato del Sì. E questo quando un sondaggio del Caffè indica che la base del PLR, oltre che del PPD, della Lega e dell’UDC, è favorevole all’iniziativa.
Sorprendente è pure il fatto che il quotidiano bellinzonese la Regione non pubblichi, contrariamente agli altri media, articoli a sostegno dell’iniziativa popolare.
Insomma, c’è aria di regime in Ticino. È ormai evidente che il confronto è fra la partitocrazia e la sinistra da una parte ed i cittadini contribuenti dall’altra. Tra chi spende i soldi e chi invece lavora per guadagnarli. Non lasciamoci intimorire e contrastiamo questi metodi illiberali di fare confronto politico.
Un Sì all’iniziativa favorirà inoltre la lotta ai numerosi sprechi di denaro pubblico. È ad esempio inaccettabile che si siano spesi 6 milioni di franchi per la progettazione di un comando di polizia che non verrà mai realizzato; 6 milioni gettati dalla finestra. E potremmo continuare con innumerevoli altri esempi di sprechi.
L’iniziativa è moderata e sostenibile e chiede di lasciare nelle tasche dei cittadini contribuenti 4 franchi ogni 100 che lo Stato incassa. Votiamo perciò un Sì convinto all’iniziativa fiscale anche perché altrimenti il Governo, come ha già scritto nelle Linee Direttive a pagina 118, si sentirà legittimato ad aumentarci sia le tasse sia le imposte.
Interi settori dell’amministrazione pubblica cantonale, pagati con i soldi dei contribuenti, anziché svolgere il loro lavoro, hanno preferito redigere comunicati ed organizzare conferenze stampa durante le ore di lavoro, al solo scopo di contrastare l’iniziativa su cui il popolo – e non loro – è chiamato ad esprimersi.
La lobby dei comuni, le cui finanze sono solide e sane – come riconosce lo stesso governo cantonale a pagina 117 delle Linee Direttive – avendo l’85% dei comuni chiuso il 2007 con i conti in attivo, ha organizzato un dibattito sull’iniziativa, senza degnarsi di invitare un solo rappresentante dei favorevoli.
Da parte sua il vertice del Partito (Liberale) Radicale, schierato anche in questa circostanza a fianco del partito delle tasse, ha dibattuto giovedì scorso sull’iniziativa fiscale, senza ospitare né i liberali, né un rappresentante del comitato del Sì. E questo quando un sondaggio del Caffè indica che la base del PLR, oltre che del PPD, della Lega e dell’UDC, è favorevole all’iniziativa.
Sorprendente è pure il fatto che il quotidiano bellinzonese la Regione non pubblichi, contrariamente agli altri media, articoli a sostegno dell’iniziativa popolare.
Insomma, c’è aria di regime in Ticino. È ormai evidente che il confronto è fra la partitocrazia e la sinistra da una parte ed i cittadini contribuenti dall’altra. Tra chi spende i soldi e chi invece lavora per guadagnarli. Non lasciamoci intimorire e contrastiamo questi metodi illiberali di fare confronto politico.
Un Sì all’iniziativa favorirà inoltre la lotta ai numerosi sprechi di denaro pubblico. È ad esempio inaccettabile che si siano spesi 6 milioni di franchi per la progettazione di un comando di polizia che non verrà mai realizzato; 6 milioni gettati dalla finestra. E potremmo continuare con innumerevoli altri esempi di sprechi.
L’iniziativa è moderata e sostenibile e chiede di lasciare nelle tasche dei cittadini contribuenti 4 franchi ogni 100 che lo Stato incassa. Votiamo perciò un Sì convinto all’iniziativa fiscale anche perché altrimenti il Governo, come ha già scritto nelle Linee Direttive a pagina 118, si sentirà legittimato ad aumentarci sia le tasse sia le imposte.